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Integrated Thinking e Integrated Reporting: un cambiamento culturale

Methodos Master, 30/10/2013, in Eventi e Iniziative, Integrated Thinking
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Più dell’80% del valore delle aziende oggi è riconducibile a elementi intangibili: innovazione, sviluppo e coinvolgimento delle persone, conoscenza, reputazione, ecc. Sempre più investitori focalizzano le loro richieste di informazioni alle società proprio su temi intangibili e non sui risultati di fine trimestre. Integrated Thinking è un nuovo approccio strategico e culturale alla gestione dell’organizzazione ed è anche la base per costruire il processo di monitoraggio e rendicontazione (IR) che a fianco di indicatori di performance economico/finanziari può integrare quelli intangibili di governance, ambientali e sociali in un’unica visione organica.

La relazione tra Integrated Thinking e Integrated Reporting è il tema dell’incontro organizzato da The Ruling Companies il 14 ottobre scorso, sviluppato da Livia Piermattei, Managing Partner di Methodos.

“Un recente studio su tremila aziende tra 2002 e 2011 di Bob Eccles e George Serafeim – esemplifica Piermattei – mostra che esiste una correlazione positiva tra performance finanziaria e performance della sostenibilità (ambientale, sociale, di governance) a patto che l’innovazione sia molto spinta ma è necessario far fare alle organizzazioni, ai manager, al Board un salto culturale per considerare anche la sostenibilità una opportunità sulla quale lavorare per moltiplicare il valore di una impresa”

Foto ruling companies 6


E il mercato?

“Tuttavia – conclude Enrico Sassoon, ‎Editor in Chief di Harvard Business Review, la richiesta di pensare in modo integrato, non emerge solo dalle esigenze dell’azienda e degli investitori ma dal mercato: dai consumatori e dai clienti. Siamo di fronte a un mercato sempre più consapevole. Se anche un’azienda non venderà di più perché è guidata da valori, venderà di meno se di valori non ne ha”.

Esperienze sul campo
Durante l’incontro sono state proiettate brevi testimonianze di due manager sul tema.

 

Guglielmo Fiocchi, AD Gruppo Sogefi, una small cap quotata a Milano, (mettere link a video) ha precisato che, per stare al passo con le esigenze degli investitori, è sbagliato ragionare in modi separati per due tipi di performance; serve invece operare per processi e in termine di lungo periodo, senza dividere due tipi di reporting. “Per fare ciò – precisa Fiocchi – è necessario lavorare insieme. Non va bene distinguere “what e how” e, anzi, va perseguita una trasparente coerenza di comportamento (walk the talk) dove è  il capo che deve tirare e dare la linea”. “In un recente road show – dice Fiocchi –  mi sono state fatte più domande su come lavoriamo, sui nostri valori, i processi hr, i sistemi, l’innovazione, che sui singoli numeri.

Protagonista della seconda testimonianza video è stato Roberto Mannozzi, Direttore Amministrazione, Bilancio, Fiscale del Gruppo Ferrovie dello Stato che ha scelto di usare una metafora di integrazione, quella del jazz, per illustrare il percorso verso l’Integrated Reporting; qui l’improvvisazione è solo apparente e viene percepita come un momento per collegarsi con gli altri musicisti. “Il contatto fra HR Director e CFO è importante per avviare la necessaria fertilizzazione – spiega Mannozzi -. Si tratta infatti di un processo di rinnovamento della cultura aziendale. Fattori di successo per avviare e realizzare il percorso verso l’integrazione sono il comittment da parte del CEO, le persone giuste al posto giusto, sistemi di collegamento per le informazioni e la comunicazione interna”.

“Il viaggio verso l’Integrated Thinking e Reporting – ha evidenziato in conclusione Piermattei – non consente solo di rendicontare i risultati ma spinge a guardare alle prospettive future dell’azienda, facilitando l’analisi dei rischi strategici.”

 

Per approfondire il tema consulta la presentazione

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