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Uno strumento utile per prevedere e anticipare l’inaspettato: il Change Dashboard

Methodos Master, 28/11/2017, in Cultural Change Management, Esperienze Methodos, Pubblicazioni
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Un contributo di Alessio Vaccarezza* allo sviluppo del Change Management

La nostra esperienza sul tema del Change Management ha un importante  – e ampio – spazio nel volume “Cases and Exercises in Organization Development & Change – The process of Leading Organizational Change” (Donald Anderson, 2nd ed. Sage Publications, 2017).

Il libro è una utile guida per coloro (siano studenti o professionisti) che vogliono approfondire il tema dello sviluppo organizzativo (Organizational Development) e con un focus particolare sulle teorie di cambiamento organizzativo e sui comportamenti. Il volume comprende un’articolata sezione dedicata a case study sui processi e sui grandi team dedicati al cambiamento dalle organizzazioni.

Abbiamo avuto l’opportunità di presentare uno strumento molto utile: il dashboard.

L’abbiamo imparato attraverso la nostra esperienza.

Le organizzazioni hanno l’esigenza di cambiare in modo continuo per adattarsi e reagire a un contesto di continua evoluzione interna ed esterna.

Per farlo, l’approccio tradizionale al Change Management non è più sufficiente, perché manca di flessibilità e non consente alle organizzazioni di adattare i loro piani quando si trovano di fronte a un cambiamento inatteso. La capacità di prevedere e anticipare l’inaspettato è ogni giorno più cruciale.

Le organizzazioni che stanno implementando un programma di Change Management devono essere dotate di uno strumento analitico che possa “aiutare” il cambiamento in sé: il dashboard può monitorare i processi di cambiamento, offrire informazioni chiare sulle azioni già state messe in pratica e contribuire a prevedere decisioni future.

Il dashboard gioca un ruolo sostanziale in tutto il programma di cambiamento perché comprende indicatori sia Lagging sia Leading.

Gli indicatori Lagging sono quelli che misurano i risultati ottenuti, mente quelli Leading ci consentono di prevedere se le attività chiave identificate saranno o meno efficaci e, in caso, di anticiparne di nuove per renderle di successo.

Si potrebbe pensare che ogni progetto di Change Management debba avere un dashboard come strumento per monitorare e indicare il flusso di azioni successivo; in realtà ci sono alcuni criteri che aiutano a capire se è il caso di utilizzare o meno questo strumento strategico.

È utile considerare quindi tre fattori:

  • Arco temporale: un change dashboard va considerato per cambiamenti organizzativi che durino non meno di sei mesi. Questo è il lasso di tempo minimo necessario per acquisire dati rilevanti dagli indicatori Leading e Legging.
  • Tipologia/Dimensione: il dashboard è significativo quando gli indicatori si riferiscono a progetti su larga scala, che coinvolgano l’intera organizzazione
  • Perimetro: il dashboard funziona se è focalizzato sui comportamenti dello staff, la variabile più imprevedibile ma cruciale per il successo di un programma di change.

Come indicato, la gran parte di progetti di Change Management sono basati su un approccio tradizionale he non consente di adattarsi e reagire a esterna.

Il change dashboard deve essere focalizzato anche sul lato umano del cambiamento, sovente trascurato, a causa di sicurezza nei propri mezzi, trascuratezza o incapacità.

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